Donna imprigionata dal serial killer in un container: il video del salvataggio

donna chiusa nel container
donna chiusa nel container

E’ un video ‘dell’orrore’ quello rilasciato dalla polizia della Carolina del Sud, che mostra l’istante nel quale alcuni agenti scoprono una donna incatenata al collo, chiusa all’interno di un container nel quale un serial killer l’avrebbe ripetutamente violentata. Kala Brown, questo il nome della donna di 30 anni, è rimasta in quel container per due mesi, fino a quando gli agenti non l’hanno trovata e salvata: nel filmato mostra proprio gli incredibili momenti del salvataggio della donna, trovata seduta al pavimento su una sorta di letto improvvisato. Il suo aguzzino è Todd Kohlhepp, un serial killer che due settimane fa si è dichiarato colpevole dell’omicidio di sette persone, per poter evitare la pena di morte, ed è stato condannato a sette ergastoli più altri 60 anni di carcere. Diversi video, decine di foto e centinaia di pagine con prove schiaccianti nei suoi confronti sono stati mostrati in aula dagli avvocati, epilogo di un’indagine avviata lo scorso novembre quando gli investigatori hanno scoperto tre corpi, durante le operazioni di ricerca di una coppia, una donna ed il suo fidanzato, scomparsi nel nulla due mesi prima; in sede di processo Kohlhepp ha ammesso di averli uccisi e di aver violentato la donna: nel mese di febbraio il serial killer ha rinunciato all’anonimato parlando dei suoi orribili atti criminali con uno specialista; è così emersa la verità su una serie di omicidi irrisolti da ben tredici anni.

 

La sua storia è caratterizzata da momenti difficili: i genitori si sono separati quando aveva due anni e solo otto anni dopo rivide il padre, mentre non andava per nulla d’accordo con il nuovo compagno della madre. Per tre anni venne portato in un ospedale psichiatrico a causa dei suoi attacchi di rabbia che lo portarono ad uccidere, per divertimento, cani, pesci ma anche le persone. Il padre gli insegnò a realizzare bombe e utilizzare le armi; a soli 15 anni violentò, dopo averla rapita, una ragazzina di 14 anni in Arizona e venne condannato a quindici anni; dopo aver preso un diploma in informatica in prigione, una volta uscito, nel 2001, cominciò ad uccidere ma parallelamente studiava, riuscì a laurearsi e iniziò a lavorare in un’agenzia immobiliare da lui aperta; prese anche un brevetto da pilota mentre cominciava ad arricchirsi. Ma la sua seconda faccia era quella di un serial killer autore, nel novembre 2003, di quattro omicidi: freddò a colpi di pistola Scott Ponder, 30 anni, la madre Beverly Guy, 52, Brian Lucas, 30 e Chris Sherbert, 26enne. Uccise ancora nel 2016, Kale Brown, 30 anni, e Charles David Carver, 32, che si stavano recando a fare le pulizie da Todd quando sparirono nel nulla.

 

Il container è stato trovato dagli investigatori seguendo le tracce informatiche lasciate dai cellulari della coppia e al suo interno trovano Kale, che ha tenuto sequestrata per settimane dandole cibo ed acqua due volte al giorno. Todd ha confessato anche l’omicidio di Meagan McCraw-Coxie e Johnny Coxie, due persone che lavoravano per lui uccisi ad una settimana uno dall’altra a colpi di pistola. Dal carcere nel quale è rinchiuso certamente non uscirà più.

Daniele Orlandi