Caso Regeni, svolta nelle indagini: Giulio tradito da un’amica egiziana

Noura Wahby, potrebbe essere lei una delle pedine che hanno concorso al sequestro ed all’omicidio di Giulio Regeni. Secondo le parole riferite dallo stesso avvocato della famiglia ad un attonito Senato, “molti amici egiziani di Giulio lo hanno tradito o venduto”. Fra questi, per l’appunto, salta fuori il nome di questa giovane egiziana compagna di studi a Cambridge.

Ed è proprio grazie alle comparazioni incrociate dal Ros dei Carabinieri che ci si accorge di una fitta rete di telefonate fra la ragazza e Mohamed Abdallah, il sindacalista che ha consegnato Giulio fra le braccia dei suoi assassini. Nella giornata del 13 ottobre, stando ai tabulati, il ricercatore italiano lo incontra per la prima volta. In quella circostanza, Noura “fa una telefonata e la persona contattata chiama il quartier generale della National security”, come chiarisce un’inchiesta dell’Espresso. Per una quindicina di volte almeno, questo rimando di comunicazioni fra l’amica di Regeni e l’uomo in contatto con i servizi segreti si ripete.

Noura è stata convocata dalla procura di Roma, che vorrebbe da lei alcune risposte su delle circostanze che appaiono assolutamente torbide, eppure la ragazza si è guardata bene dal rispondere alla chiamata. Ora il pm Sergio Colaiocco si è rivolto all’Fbi per riuscire ad accedere al contenuto di quelle conversazioni. Intanto Noura è tornata in America, al sicuro. Quell’uomo sospetto, si è limitata ad affermare, era soltanto un amico e quelle chiamate, che mostrerebbero una strana relazione tra loro due ed i servizi segreti che hanno torturato ed ammazzato Giulio, soltanto una strana, assurda coincidenza.

Giuseppe Caretta