Ecco i morti “urlanti”: gli archeologi polacchi ritrovano una fossa comune contenente 80 scheletri

 

 

 

 

 

 

 

Sono già stati ribattezzati dai più come “scheletri urlanti” quelli rinvenuti all’interno di una fossa comune da un’equipe di archeologi polacchi. Il macabro- ma di certo non per loro che sono abituati a farne- ritrovamento è stato fatto in Polonia, sul sito della battaglia di Zyrzyn (ci troviamo nella zona più orientale del Paese), e quello che è venuto alla luce durante lo scavo è uno spettacolo che non si vede tutti i giorni: una vera armata di scheletri è stata riportata alla luce ed è stata strappata alla terra.

Gli scheletri, molti dei quali sono stati rinvenuti con la bocca spalancata (e per questo si è parlato metaforicamente di scheletri urlanti), sono stati ritrovati uno di fianco all’altro. Le indagini  e gli studi condotti sul sito, nonchè probabilmente anche il ritrovamento di armi utilizzate nell’Ottocento, hanno permesso di comprendere che si tratta di defunti relativamente anziani. Gli 80 scheletri, infatti, apparterrebbero ad un corpo militare russo sterminato dalle forze polacche nel 1863, e perciò solamente 150 anni fa circa.

Gli 80 sfortunati soldati che riposano nella fossa sono stati uccisi dai soldati polacchi che volevano rubare i rubli che i russi portavano con loro. Una somma ingente per l’epoca e veramente irrisoria se rapportata al valore della valuta nei giorni nostri: si tratta di ben 200mila rubli che oggi varrebbero a malapena 3000 euro. Tanto è costata, nel 1863, la vita di queste 80 persone più quella di altre 120. Nella battaglia di Zyrzyn morirono 200 uomini russi ed altri 282 furono fatti prigionieri. Soltanto in 90 riuscirono a farla franca e a fuggire.

Maria Mento