Brexit, l’affondo di Junker: “Proposte Gran Bretagna sono insufficienti”

Il lungo braccio di ferro fra Comunità Europea e Gran Bretagna entra nelle fasi più vive del suo sviluppo. Dopo le dichiarazioni di ieri della premier Theresa May, che aveva garantito pieni diritti ai cittadini comunitari presenti sul territorio britannico solo se residenti in Inghilterra da “almeno cinque anni”, oggi è la volta del presidente della Commissione europea Jean Claude Junker.

Il falco dei negoziati ha infatti bollato come “insufficiente” la proposta del primo ministro inglese, ribadendo un concetto fondamentale: “Quello sui diritti dei cittadini europei è solo un primo passo” ma, per l’appunto, “insufficiente”. A rincarare la dose, inoltre, sono giunte anche le parole non certo morbide con le quali la cancelliera tedesca Angela Merkel ha commentato la proposta d’oltremanica: “Il Consiglio europeo non è un summit per discutere dei negoziati su Brexit.” Il riferimento è da riportare all’affermazione della May secondo la quale la proposta della Gran Bretagna “sarà parte del processo negoziale.” Una posizione che l’Europa non sembra intenzionata ad avallare. Fra le altre cose, è nelle mire della Gran Bretagna sottrarre alla Corte di Giustizia europea la competenza dei diritti dei cittadini comunitari che vivono sul proprio territorio. Di essi se ne occuperanno dei “rispettabilissimi tribunali”, ha puntellato la May.

“Voglio rassicurare tutti i cittadini che vivono nel Regno Unito, che hanno una casa e si sono costruiti una vita, che non dovranno andarsene, che non vogliamo famiglie divise”, ha detto May prima di chiedere reciprocità per i cittadini britannici che vivono nell’Unione. Scetticismo da parte del sindaco della capitale britannica Sadiq Khan: “È inaccettabile che il primo ministro tratti i cittadini europei che vivono qui e contribuiscono alla nostra economia e società come moneta di scambio – ha aggiunto il sindaco – May dovrebbe abbandonare il suo approccio estremo da hard Brexit per assicurarsi un accordo sulla Brexit, che protegga posti di lavoro, investimenti e prosperità”.