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Uranio impoverito, vittima numero 344: muore l’ex paracadutista Antonio Attianese

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antonio attianeseUn’altra vittima a causa dell’uranio impoverito. E’ l’ex paracadutista Antonio Attianese, malato da tempo di tumore, che nel pomeriggio di ieri, alle 15.30, si è spento circondato dall’affetto dei suoi cari, come comunicato dall’Osservatorio Militare in una comunicazione giunta insieme a quella degli avvocati Angelo Fiore Tartaglia e Domenico Leggiero. Nato a Sant’Edigidio del Monte Albino, nel Salernitano, Attianese era sposato con Maria e aveva due bambini di cinque e sei anni: dopo la partecipazione a due missioni di pace in Afghanistan aveva contratto una grave forma di tumore; a nulla sono valsi i 35 diversi interventi chirurgici e gli oltre 100 ricoveri, il male si è portato via un uomo che ha lottato sino all’ultimo per ottenere un adeguato indennizzo oltre ad assunzioni di responsabilità chiare, per tutte le vittime, 344 ad oggi, dell’uranio impoverito. Una storia, la sua, che ha avuto anche eco mediatico grazie all’intervento di Striscia La Notizia, per essere portata all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. L’ex militare ha confermato di non essere mai stato informato in merito alla sua pericolosità: purtroppo a fronte della sua richiesta di rimborso delle alte spese sostenute per cercare di contrastare la malattia, Attianese non ottenne mai vera giustizia.

“Antonio è stato un uomo forte – ha dichiarato il Presidente della Commissione d’inchiesta, l’Onorevole Gian Piero Scanu – Ha dimostrato di essere un soldato leale e coraggioso. Al suo fianco ha avuto una donna eccezionale.Sposa e madre esemplare. Come uomo sono orgoglioso di averlo conosciuto. Come ‘politico di turno’ provo tanta rabbia mista a vergogna per l’ignobile trattamento che talune ‘istituzioni’ del nostro Paese gli hanno riservato. Per Antonio e la sua Signora – ha proseguito – che della dignità hanno sempre tenuto alta la bandiera, si leveranno voci di commosso cordoglio anche da parte di coloro che sono stati l’espressione del peggiore cinismo e della più perfida indifferenza. A costoro vorrei assicurare che, anche se con disumano ritardo, non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto giustizia piena”.

“E’ come perdere una persona di famiglia – ha sottolineato invece Domenico Leggiero, che per anni ha seguito e sostenuto Attianese – Antonio ha saputo e ha voluto combattere fino alla fine, non solo per se ma anche per tutti i suoi colleghi.Sono orgoglioso di aver conosciuto lui e sua moglie Maria. È stato e sarà un esempio di coraggio per tutti”.

Daniele Orlandi