La Grande Moschea di Mosul riconquistata: l’Isis perde pezzi a vantaggio dell’esercito iracheno

 

 

 

 

 

 

La Grande Moschea di Al-Nuri è stata strappata al controllo dell’Isis grazie ad un’azione militare portata avanti dall’esercito iracheno ed andata a buon fine.

L’annuncio dell’avvenuta riconquista, nel territorio della città irachena di Mosul, è stato dato da un comandante delle forze speciali che hanno portato avanti l’azione militare di liberazione. Tuttavia, Mosul è ancora ben lontana dall’essere liberata totalmente: l’esercito iracheno sta avanzando a fatica all’interno di una città che nasconde ancora numerosi estremisti dell’Isis al suo interno. C’è, nonostante tutto, un grande ottimismo a riguardo. Si stima che, al momento, la città vecchia sarebbe controllata al 50% dalle forze irachene e che gli jihadisti dovrebbero essere debellati in pochi giorni.

Dopo la prese della Moschea, ad ogni modo, c’è stato in Iraq talmente tanto entusiasmo da far annunciare alla Televisione di Stato che l’Isis, dopo la riconquista della Moschea, è ormai giunto alla fine dei suoi giorni.

La Grande Moschea, costruita per la prima volta nel XII secolo e famosa per il suo minareto pendente, è stata distrutta dai militanti dell’Isis lo scorso 21 giugno 2017, durante la ritirata delle forze estremiste da Mosul che ha dato origine a quella che ora è conosciuta come “battaglia di Mosul”.

Nonostante la sua distruzione, il luogo ove sorgono le rovine della Moschea rimane un luogo simbolico di grande importanza per l’Iraq: qui, nel 2014, Abu Bakr al Baghdadi, capo dello Stato Islamico, ha fatto il suo unico discorso pubblico conosciuto, annunciando così la nascita del Califfato islamico.

Maria Mento