Fu brutalmente sfregiata con l’acido dal padre. Oggi, per lei, la speranza di una vita nuova

 

 

 

 

 

 

 

Circa quattro anni, una giovanissima bimba è stata sfregiata al volto con dell’acido. A compiere l’insano gesto sarebbe stato il padre che, nel tentativo di colpire la madre della ragazza, avrebbe accidentalmente colpito lei, causandole ustioni sul collo, sul petto e sul braccio, oltre che sul viso. Le immagini del viso della giovane, dopo l’accaduto, sono apparse da subito agghiaccianti: metà volto della piccola sembrava proprio essersi sciolto ed essersi unificato con la pelle della spalla e del torace.

I fatti che vi stiamo raccontando sono accaduti in India e da allora la piccola Julie Kumari– che oggi ha sette anni ma all’epoca ne aveva appena tre- non ha potuto sottoporsi ad interventi chirurgici, se non a partire da tre mesi fa. Dapprima sembrava che per lei non ci fosse alcuna speranza: Rani Devi, la giovane madre, guadagnava troppo poco per potersi permetterle di farla aiutare, ed a nulla è valsa la vendita della sua fattoria.

Adesso, però, per Julie è arrivata la speranza di una vita nuova: grazie al sostegno dei membri della Fondazione Chhanv, una fondazione che aiuta coloro i quali riescono a sopravvivere dopo aver subito attacchi simili a quello di Julie, la piccola è stata ammessa gratuitamente alle cure ospedaliere e prossimamente subirà altri interventi di chirurgia plastica presso l’ospedale Sanjay Gandhi di Lucknow. La fondazione ha anche dichiarato di raccogliere fondi per aiutare la sua famiglia a migliorare le proprie condizioni economiche.

Rani Devi aveva divorziato al marito, accusato del folle gesto, e si era risposata. Proprio contro loro due l’ex coniuge, di nome Manish, avrebbe tentato di scagliarsi colpendo invece la bimba dormiente. Le parole della madre, riportate da “Metro.co.UK”, sono state molto forti: “È stato devastante vedere la sua sofferenza per tutti questi anni. Doveva farle male  mangiare, parlare e sorridere. Tutto era una lotta per lei. E mi ha ucciso dentro il fatto di non averla potuta aiutare”.

Maria Mento