Cina: chiunque porta la mano sul cuore durante l’inno verrà incarcerato

Per quel poco che si conosce della Cina in occidente, sappiamo che il regime comunista mantiene il controllo ferreo sulla propria popolazione, che internet è dedicato solo ai siti cinesi ed è bloccato l’accesso a quelli stranieri, che da poco si è aperto al commercio con le multinazionali estere per quanto riguarda la tecnologia, ma anche che non può essere messo in discussione il partito e che è vietato ricordare eventi storici contrari al prestigio dello stesso, uno su tutti Piazza Tiananmen. A queste restrizioni punibili per legge a breve se ne aggiungerà un altra legata all’inno nazionale ‘Qi lai‘: chiunque verrà beccato a tenere la mano sul cuore o stonerà verrà punito con il carcere.

Un simile provvedimento potrebbe sembrare assurdo o esagerato, fino ad ora, infatti, non esisteva un regolamento legato all’inno nazionale, ma presto verrà varata una legge composta da pochi articoli, ma tutti molto duri. La legge è tesa, secondo al comitato centrale del congresso nazionale del popolo, a fortificare “Il rispetto e la protezione di questo simbolo nazionale“.

Il primo punto al vaglio è l’esecuzione dell‘inno ai funerali: se la legge dovesse passare non sarà più permesso suonare le note dell’inno durante una cerimonia funebre, questo perché risulta irrispettoso. Il secondo punto riguarda gli spot pubblicitari, anche in questo caso non sarà più permesso di usare le note dell’inno. Il terzo riguarda le modalità di esecuzione dell’inno: il cantante, come anche i cittadini, non potranno portare la mano al petto come si fa nel resto del mondo, il motivo in questo caso è legato semplicemente alla voglia di distinguersi dagli altri.

Ma questo è solo la prima delle curiosità legate alla nuova legge, i cittadini non potranno assume nessun tipo di postura che non sia quella prevista: tutti devono alzarsi e mantenere le mani lungo i fianchi, oltre a fare attenzione a non stonare se non vogliono rischiare di fare due settimane di carcere.