Palermo, distrutto il busto di Falcone davanti ad una scuola dello Zen

Hanno staccato la testa della statua di Giovanni Falcone, poi hanno usato il suo busto per sfondare il portone dell’Istituto comprensivo ‘Falcone-Borsellino’. L’atto vandalico è andato in scena allo Zen (quartiere popolare di Palermo) durante la notte, a diffondere la notizia è stata la direttrice dell’istituto Daniela Lo Verde, sconfortata da una realtà sociale molto, troppo difficile che nonostante gli sforzi profusi non riesce ad emergere dalla morsa dell’inciviltà che la crisi economica e l’influenza, sempre opprimente, della mafia hanno nel capoluogo siciliano.

La dirigente scolastica ricorda ai cronisti de ‘La Repubblica‘ che un episodio simile si era verificato già nel 2012: il busto di Falcone era stato mutilato (gli avevano staccato il naso) e sopra gli erano state poste delle scritte ingiuriose. Dopo quell’avvenimento sembrava che simili azioni  non si sarebbero più verificate, ma l’incidente di oggi dimostra che la speranza era mal riposta. La delusione è evidente nelle parole della Lo Verde che ai media locali ha riferito: “Sono sconvolta per quanto è accaduto. Non ero a scuola e sono arrivata per comprendere la situazione. Una scena che fa male al cuore, soprattutto dopo che con i ragazzi abbiamo intrapreso un percorso che ci aveva dato tante soddisfazioni”.

In seguito all’accaduto la polizia di Palermo ha aperto un’indagine: questa mattina gli agenti della scientifica si sono recati all’interno dell’istituto per esaminare la scena dell’atto vandalico. Dalla prima ricostruzione della dinamica si evince che la testa della statua è stata staccata utilizzando la base su cui era poggiato il busto e che poi è stata utilizzata per frantumare le vetrate di una finestra. I vandali non si sono limitati a distruggere un simbolo della lotta alla mafia, ma si sono introdotti dentro la scuola per distruggere banchi e sedie. Per il momento non ci sono indizi che possano condurre ai colpevoli, le telecamere all’esterno dell’istituto, infatti, non erano in funzione.

F.S.