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Terremotati in protesta contro la Regione: “Ci siamo salvati dal terremoto ma ora ci uccidete voi”

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Ieri, 9 luglio, i cittadini di Accumoli, uno dei borghi più colpiti dal violento terremoto che ormai quasi un anno fa ha devastato i territori dove vivevano, sono scesi in strada per protestare. Ad un anno di distanza infatti le macerie sono ancora in strada e non c’è stato né l’avvio della ricostruzione, né la consegna dei moduli abitativi. I cittadini hanno bloccato per ore la Salaria all’altezza di Grisciano, confine fra Marche e Lazio.

La protesta dei terremotati è andata avanti qualche ora. Nei cartelli della gente si possono leggere messaggi come “Ci siamo salvati dal terremoto mai ci state uccidendo voi”. Raggiunta dai giornalisti, una delle numerose manifestanti ha spiegato che “i moduli abitativi sono stati assegnati ma mai consegnati. E le macerie sono ancora lì dov’erano dieci mesi fa. I terremotati continuano a spostarsi di albergo in albergo e il paese rischia di sparire”.

Abbiamo chiesto un incontro con il presidente Zingaretti. Se le nostre richieste non saranno soddisfatte torneremo in strada, questa volta bloccando gli snodi cruciali della Salaria, ovvero gli accessi verso Roma” continua la donna. Solo ieri il Lazio ha annunciato l’aggiudicazione di una gara del valore di 400mila euro per la rimozione delle macerie. Inoltre la regione ha fatto sapere che tono il 30 luglio arriveranno le casette per i terremotati.

Il sindaco di Accumuli ha preso le distanze dalla manifestazione parlando i ‘protesta strumentale’ e dicendo che “Chiedo ai cittadini di collaborare. Solo così potremo raggiungere in fretta gli obiettivi comuni”.

Roversi MG.

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