Charlie Gard, il grido dei genitori in tribunale: “Se fosse vostro figlio non tentereste di tutto?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:29

Non c’è pace per i genitori di Charlie: la condanna a morte dello Stato sul loro bambino pende come una spada di Damocle. Ieri si è tenuta un’altra seduta al tribunale di Londra, dove ad aprile è stata emessa la sentenza che condannava a morte il piccolo Charlie Gard, 10 mesi, affetto da una rarissima malattia mitocondriale.

La grandissima mobilitazione pubblica, la protesta a livello mondiale (arrivata in gran parte dall’Italia) ha permesso ai genitori di tornare in tribunale e di cercare di convincere i giudici a far provare a loro figlio un trattamento sperimentale in vaticano (su richiesta degli stessi medici vaticani) per provare a salvarlo. Altrimenti il bambino morirà: e non per la sua malattia, ma perché gli verranno staccate le spine. Per il giudice “la considerazione primaria è il benessere di Charlie”. Domanda spontanea: ci può essere benessere se manca il bene primario della vita?

La madre si è rivolta così al giudice: “È dura per noi stare seduti in questa stanza! Si tratta di nostro figlio, tutto questo non è giusto!”. Per il giudice, i genitori hanno “48 ore di tempo per convincermi che la terapia può aiutare Charlie”. La prossima decisione è rinviata a giovedì, ma non è escluso un ulteriore slittamento. Intanto le proteste per aiutare la famiglia di Charlie e perché sia riconosciuto il loro diritto all’autodeterminazione continuano nel mondo.

Roversi Mg.

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