Caso Yara: il corpo della 13enne su una foto satellitare? è scontro tra accusa e difesa

foto satellitareE’ uno scontro dai toni particolarmente accesi, quello tra i legali di Bossetti e l’accusa, in merito alle prove utilizzate nell’ambito del processo. Nelle ultime ore gli avvocati, nel corso dell’Appello per il caso Yara, si sono concentrati su una foto, una ripresa satellitare, sulla quale sarebbe possibile osservare il corpo della tredicenne. Istantanea che però non sarebbe vera e dunque servirebbe a ben poco, almeno secondo gli avvocati della famiglia. Il legale Andrea Pezzotta a tal proposito ha dichiarato, ‘quella foto è tarocchissima, siamo ben oltre il limite e mi riservo un esposto’. Dal canto loro gli avvocati del muratore stanno cercando di dimostrare che il corpo di Yara non può essere rimasto per tre mesi nel campo di Chignolo d’Isola, come invece sostiene l’accusa e per sostenere questa testi hanno mostrato alcune fotografie satellitari realizzare nei giorni precedenti il ritrovamento del cadavere.

Istantanee sulle quali anche il settimanale Giallo ha fatto una serie di approfondimenti dopo aver notato su di esse alcuni punti neri che potrebbero indicare proprio il corpo della tredicenne. Infatti è emerso che la posizione è proprio quella che aveva il cadavere di Yara quando venne ritrovato, con i piedi verso la sterrata e la testa rivolta verso la provinciale 160. Anche l’altezza sembra corrispondere: la ragazzina era alta 1 metro e 50 e confrontando quei puntini con la strada sterrata sulla sinistra, larga tre metri circa, si evince che i punti più scuri sono lunghi all’incirca la metà. Purtroppo però non è possibile dedurre molto altro da questo scatto, il che potrebbe rendere la prova debole, come sostenuto dall’accusa.

Daniele Orlandi