“La violenza sulle donne? Una benedizione”. Polemica sulle musulmane che giustificano le botte dei mariti

Ha scatenato la polemica il video che circola in rete nel quale due giovani donne musulmane giustificano e spiegano perché sia ‘una benedizione’ che il marito picchi la moglie. Le due donne sono studentesse di una scuola di Sydney in Australia. Appartengono al ramo più radicale dell’Islam, la setta Hizb ut-Tahrir, quello che giunge a negare i diritti delle donne, anche quelli più elementari. Le due donne nel video spiegano che picchiare la donna è un ‘atto simbolico’.

Nel video, spiegano anche quale sia il modo corretto per farlo: prendono un bastone di piccole dimensioni, chiamato ‘sivaak’ e mostrano come viene usato ‘per colpire le donne disubbidienti’. Inoltre spiegano anche altri modi considerati da loro ‘giusti’ per picchiare la donna, come scarpe attorno al collo fino a quasi soffocare o con un pezzo di stoffa.

Il marito picchia la moglie perché la ama, è quasi una conseguenza naturale; non lo fa per odio o rabbia, ma per seguire i comandamenti di Allah” spiegano le due donne. Le donne, spiegano, devono concordare nel farsi picchiare quando ‘commettono un peccato’. Il peccato può essere disobbedire ad Allah ma anche far entrare in casa una persona che il marito non gradisce. “Il marito non picchia subito. Prima ammonisce la moglie, rifiuta di dormire con lei e qualsiasi intimità. Se non funziona, la può colpire. È una bellissima benedizione” conclude una delle donne.

Roversi MG.

 

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