Bonus da 10mila a 25mila euro per aiutare le imprese musulmane in Italia e il rimpatrio migranti

Nasce la polemica per l’accordo concluso qualche giorno fa fra l’Ente Nazionale per il Microcredito e la Coreis, Comunità religiosa islamica italiana. Le due organizzazioni si sono scordate allo scopo di stanziare dei fondi per ‘incoraggiare l’impresa islamica in Italia’.
“Si tratta di un accordo decisamente innovativo e unico nel suo genere fra un ente pubblico e una comunità islamica di musulmani italiani” ha detto il direttore della COREIS Abd al Sabur Turrini. “Ad esempio, oltre ai progetti di carattere finanziario, l’accordo prevede anche corsi di educazione finanziaria al fine di favorire sempre di più l’accesso al credito”.

Lo scopo dell’accordo è quello di “organizzare corsi di formazione all’impresa per musulmani e incoraggiare le start-up islamiche con dei fondi ad-hoc”. I fondi che vengono stanziati per ogni impresa vanno dai 10mila ai 25mila euro, soldi “di cui potrebbero beneficiare diverse migliaia di aziende” ha spiegato ancora Turrini.

Turrini però spera anche in una “defiscalizzazione mirata per le imprese islamiche” (che siano sharia compliant) rivolta a “imprese guidate da musulmani, che intendono prosi nel solco della legalità, promuovere la ricchezza nel territorio italiano e accrescere le rimesse dei migranti nei Paese d’origine”.
Il progetto prevede anche il rimpatrio assistito per i migranti e lo sviluppo di attività imprenditoriali nei paesi di origine dei migranti.

Roversi MG.