Riuscito alla perfezione il primo trapianto doppio di mani su un bambino

La vita del piccolo Zion è diventata un inferno quando aveva appena 2 anni: una violenta infezione lo ha colpito facendo andare in necrosi i suoi arti e costringendo i medici ad amputargli sia mani che piedi. Qualche mese dopo ha rischiato persino di morire quando un rene è collassato, il piccolo è stato in dialisi per due anni finché la madre non gli ha donato un rene. Sebbene le condizioni di vita di questo bambino non fossero quelle auspicabili per un soggetto di quell’età, grazie all’amore dei genitori ed alla continua sorveglianza dei medici il piccolo è sopravvissuto fino a quando è stato trovato un donatore compatibile per le mani.

Giunti i nuovi arti, Zion è stato operato nel luglio del 2015: si è trattato di un’operazione complessa, durata 11 ore e condotta da quattro equipe di chirurghi che operavano simultaneamente, ma alla fine tutto è andato per il meglio. Zion è il primo bambino a ricevere un trapianto simultaneo di entrambe le mani, il primo trapianto di questo genere è stato portato a termine nel 1998, ma si trattava di un adulto.

Nei tre mesi successivi il bambino è stato sottoposto a continue biopsie per scongiurare il rischio di una crisi di rigetto (evitata anche grazie alla somministrazione di immunosoppressori). Dopo 6 mesi ha sviluppato la sensibilità alla luce, tra i 7 ed i 10 mesi ha sviluppato i nervi e 18 mesi dopo ha riacquistato tutte le funzionalità base. Adesso Zion è in grado di scrivere, nutrirsi e vestirsi senza l’aiuto di nessuno.

L’unico problema rimane l’assunzione di immunosoppressori, alla lunga, infatti, possono causare blocchi alla crescita, infezioni e tumori. Nei prossimi anni, quindi, sarà costretto a continui controlli, ma non vi è dubbio che il risultato dell’operazione è un enorme successo. Di questo parla la dottoressa Sandra Amaral, uno dei componente delle equipe che hanno effettuato il doppio trapianto al Children’s Hospital of Philadelphia: “Il suo cervello comunica con le mani. Il suo cervello dice alle mani di muoversi e loro lo fanno. E questo è fuori di dubbio notevole”.

F.S.