Terremoto Amatrice, intercettato imprenditore che rideva pensando agli affari delle commesse

Al cinismo non c’è mai fine. Dove c’è distruzione e morte, dove ci sono crolli, sfollati e famiglie distrutte, c’è sempre qualcuno che può guadagnare. Ricorderete che nel 2009, dopo il sisma dell’Aquila, un imprenditore venne intercettato mentre rideva pensando agli affari che la ricostruzione avrebbe portato. 

È avvenuto anche col sisma di Amatrice e Arquata del Tronto, che a fine agosto dell’anno scorso ha ucciso 299 persone. Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura che si trova a capo della società cooperativa L’Internazionale, è fra i 35 (fra funzionari pubblici, imprenditori, professionisti del settore) che sono sotto indagine per presunte mazzette nella ricostruzione de L’Aquila.

L’uomo è stato intercettato mentre rideva, pensando alle future commesse che sarebbero sorte per la ricostruzione di Amatrice. Al telefono col geometra della sua ditta, Leonardo Santoro, quest’ultimo diceva:  “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mò dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”. E Giustino ride, ride più volte, pensando agli affari d’oro che il terremoto porta con sé.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare per “gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l’Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari”.

Roversi MG.