Trentino, uomo aggredito da orso: si salva gettandosi in un canale

Attaccato e ferito da un orso mentre passeggiava nella Valle dei Laghi. Può dirsi più che fortunato l’idraulico 70enne di Cadine che ieri è stato aggredito durante un’escursione che stava compiendo lungo il sentiero 627, quello che da Predera collega il secondo lago di Lamar con la zona di Terlago.

Secondo la stessa narrazione del protagonista, infatti, l’orso è apparso all’improvviso ferendolo con un morso al braccio. Per trovare scampo ad una fine impietosa, dunque, la vittima si sarebbe gettata in un canalone, riportando delle ferite non gravi agli arti inferiori. Recuperato dai soccorsi, è stato poi trasportato con un elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove le sue condizioni sono state giudicate non gravi. Anche il cane che lo accompagnava è stato tratto in salvo con alcune lievi ferite.

L’accaduto ha immediatamente riacceso la polemica, non recente, sul numero di orsi lasciati liberi nei boschi del Trentino. Dopo il caso dell’orsa Daniza, uccisa per un eccesso di sedazione dopo che che aveva aggredito e ferito un escursionista che stava tentando di avvicinarne i cuccioli, e dopo le molteplici segnalazioni di orsi avvistati a ridosso dei centri abitati, adesso ci si chiede quale debba essere il limite imponibile alla presenza di questo maestoso animale nella vita dell’essere umano. Quasi mai domandandosi, forse, quanto all’uomo sia concesso di sconfinare in un regno animale che non gli appartiene e del quale, con ogni probabilità, non ha intenzione di rispettare l’equilibrio.

Giuseppe Caretta