Appello per Mosul: “Città devastata dai raid Usa, ma media occidentali tacciono”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55

Dopo mesi di sanguinosi combattimenti la città irachena di Mosul è stata strappata ai militanti di Daesh e riconsegnata, idealmente, ai cittadini iracheni. Un successo militare e politico, dall’indubbia ricaduta strategica nella cruenta guerra dove ormai risiede stabilmente l’Iraq del dopo Houssein.

Eppure il modo in cui questo risultato è stato presentato dalla stampa occidentale è stato duramente attaccato, nelle scorse ore, dal professor Seyed Mohammad Marandi, docente dell’università di Teheran, il quale ha visitato la città irachena in compagnia di una delegazione di colleghi giunta in loco per visionare lo stato effettivo di quel che resta di quello che una volta fu un importante e ricco centro urbano: “La città è quasi vuota- ha affermato il professor Marandi a margine della sua visita-. La vita della gente è stata completamente distrutta. La devastazione alla quale è stata sottoposta la città è impressionante”.

“Molti di coloro con i quali abbiamo discorso- ha proseguito il docente- erano indubbiamente contenti che la città fosse stata ripresa, ma tutti sono stati concordi nell’affermare che i raid americani sono stati molto devastanti, e che hanno causato un numero ingente di feriti e di morti fra la popolazione civile. I bombardamenti americani hanno distrutto completamente il lato ovest della città, ma di tutto questo i media occidentali non hanno parlato quasi mai”.

“Prima di venire in questo posto siamo stati anche ad Aleppo, e ciò che è stato molto interessante, o molto triste, è stato constatare come la devastazione di Aleppo orientale che era occupata da al-Qaeda era molto simile alla devastazione che abbiamo visto a Mosul ovest”, ha concluso amaramente il professor Marandi.

Ma non è tutto: “Gli iracheni sostengono che tutta questa devastazione nata dalla caduta di Saddam Hussein è attribuibile per la maggiore agli Stati Uniti, i quali hanno dapprima sostenuto Saddam con ingenti somme di denaro durante il conflitto contro l’Iran negli anni ’80, poi lo hanno fatto impiccare. Gli iracheni sanno bene che gli Stati Uniti hanno aiutato a creare l’Isis assieme ai Sauditi, al governo turco e al Qatar. Finanziarono gruppi estremisti, come sappiamo dai documenti dell’agenzia di difesa del 2012, e anche dai documenti di WikiLeaks che dimostrano come Hillary Clinton sapesse già nel 2014 dei piani di finanziamento dell’Isis da parte dei sauditi. Così il popolo iracheno è molto consapevole di ciò che sta succedendo e crede che, per oltre 40 anni di devastazione, gli Stati Uniti siano più colpevoli di chiunque altro.”

Giuseppe Caretta

 

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