Giro di vite sulle “baby rom”: un video illustra il comportamento delle ragazzine impunibili

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono di etnia rom e- soprattutto- sono minorenni. Questo le porta ad infrangere la legge ed a sentirsi libere di farlo. Sanno che, in quanto minorenni, non rischiano poi molto. Stiamo parlando del fenomeno delle cosiddette “baby rom”, e cioè di tutte quelle ragazzine che ogni giorno si appostano in metro o in altri luoghi di Roma per derubare cittadini e turisti.

Le forze dell’ordine assistono, impotenti, a questo fenomeno. Sorvegliano, ogni giorno, le stazioni più affollate della metro (tra le altre- com’è comprensibile- risaltano quelle del Colosseo e di San Pietro vista l’affluenza importante di fedeli e turisti), impiegando più di sei ore per identificarle e portarle in centrale. Questo lavoro massacrante non prevede alcuna soddisfazione in termine di risultati positivi. Dopo aver dirottato una baby rom verso un centro d’accoglienza, questa impiega circa 20 minuti per fuggire e riprendere la vita di prima. Tutto, quindi, si conclude in un nulla di fatto.

Un lavoro, quello degli inquirenti, che prevede un grande dispendio di energie, che potrebbe essere indirizzato alla risoluzione di questioni più serie all’interno del panorama cittadino. Si stima che le baby rom- tutte provenienti dal campo di Castel Romano– si aggirino intorno alle 80-100 unità. Non colpiscono solo sulla metro, ma anche sugli autobus ed infiltrandosi tra i turisti posizionati in coda per visitare i monumenti della capitale.

Sono ragazzine che non hanno più di quattordici anni, e di fronte alla legge non sono punibili. Ci sono ragazzine più grandi (anche di 16 anni) che le addestrano, ma queste ultime risultano difficilmente incastrabili in flagranza di reato. Le giovani vengono indottrinate per bene: girano senza documenti, non fanno mai i nomi dei genitori (che, nel caso, risultano sempre non rintracciabili), e sono violente con le vittime che vengono derubate. Molte volte usano le maniere forti e picchiano i malcapitati.

Sulla questione delle baby rom è stato anche girato un vero e proprio reportage. Per porre un freno al dilagare di tanta delinquenza, Virginia Raggi e la sua giunta hanno approvato un capitolato di gara del Piano Rom che prevede l’inclusione lavorativa per tutti coloro che vivono nei campi. La manovra è stata fatta anche con lo scopo di smantellare i cosiddetti campi rom. L’inclusione lavorativa sarà filtrata grazie alla presenza di “mentoring and personal coaches”: delle figure capaci di fornire supporto e strumentazioni adeguate al fine di aiutare i rom ad avviare giustei piani imprenditoriali.

Maria Mento