Charlie Gard: il caso continua nelle aule della Corte Suprema

La scorsa settimana sembrava che il piccolo Charlie Gard avrebbe avuto la possibilità di volare negli States per affrontare una cura sperimentale alla Columbia University. La riapertura del caso da parte della Corte Suprema di Londra e l’arrivo nella capitale inglese dello specialista Micho Hirano avevano portato speranza a Chris Gard e Connie Yates, ma poi ieri i due genitori hanno annunciato a sorpresa che avrebbero smesso di lottare ed avrebbero passato gli ultimi istanti in compagnia del loro adorato figlio.

L’annuncio dei due coniugi ha sorpreso tutti e lasciato un pizzico di amarezza nell’opinione pubblica legata ormai all’idea romantica di un trattamento che avrebbe permesso al bambino di vivere qualche anno in più e, chissà, anche portato ad una guarigione parziale. La speranza di un lieto fine, però, è stata spezzata dagli stessi genitori di Charlie che ieri hanno annunciato pubblicamente la loro resa: “Adesso ci dedicheremo a passare gli ultimi istanti utili con nostro figlio Charlie, che sfortunatamente non arriverà al suo primo compleanno, tra due settimane. Mamma e papà ti amano tanto, siamo sempre e saremo sempre dispiaciuti di non essere riusciti a salvarti. Sogni d’oro, dormi profondamente  nostro bellissimo bambino”.

Sembrava che queste parole avrebbero concluso un caso divenuto d’interesse internazionale, eppure sembra che non sia così: i legali della famiglia Gard e quelli del Great Ormond Hospital sono stati convocati questo pomeriggio dal giudice Francis alla sezione famiglie della Corte Suprema di Londra per discutere del caso. Questo perché, spiega il giudice, il caso di Charlie non interessa solamente il destino del bambino ma la legislazione riguardante questo genere di controversie legali. Nell’udienza di oggi, dunque, verranno stabilite delle linee guida in controversie del genere che fungeranno da precedente giuridico in assenza di legge specifica.

F.S.