Charlie Gard: i genitori si arrendono; al piccolo verrà staccata la spina

Tiene ancora banco sui social e tra i media di tutto il mondo la tristissima vicenda del piccolo Charlie Gard, il bimbo britannico di neppure un anno affetto da una rara e incurabile malattia genetica che colpisce il cervello (la sindrome da deplezione del DNA), che i genitori Chris Gard e Connie Yates, stanno cercando da cinque mesi di strappare alla morte, dopo che il caso era finito davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, che aveva respinto il oro appello a volerlo sottoporre a cure sperimentali negli Stati Uniti.

Le vicissitudini del piccolo hanno aperto un dibattito infinito e hanno diviso l’opinione pubblica.

E tuttavia a nulla sono serviti l’intervento della Chiesa, della politica, delle associazioni, la disponibilità delle strutture ospedaliere più accreditate a intervenire sul caso poiché, dopo un lungo tira e molla tra i genitori di Charlie e le istituzioni, i primi hanno deciso di abbandonare la lotta e staccare la spina al loro adorato bimbo.

“È troppo tardi, non c’è più tempo” – ha detto il legale della famiglia Gard – per tentare la terapia alternativa che il neurologo Michio Hirano sta sperimentando presso la Columbia University di New York.

Chris e Connie hanno alzato bandiera bianca, arrendendosi all’evidenza di non poter più fare nulla per aggirare il destino crudele di Charlie.

Gli ultimi esami hanno rilevato infatti un aggravamento delle condizioni del piccolo, è stato quindi lo stesso specialista ad ammettere che per Charlie non vi sono più chance di poter vivere.

“Volevamo solo dargli una possibilità di vivere, invece s’è perso tanto di quel tempo”, ha sussurrato tra le lacrime la mamma del bambino, mentre il legale della famiglia punta il dito contro i medici del Great Ormond Street Hospital e la giustizia britannica.

Charlie, che è diventato un po’ il figlio di tutti noi, non arriverà a compiere un anno, fra due settimane, “è tempo che vada con gli angeli– ha detto il suo papà.

MDM