Mostro di Firenze, riaperto il caso: si indaga su un ex legionario

E’ una pista che si era già intrapresa oltre 30 anni fa, quella che ha ripreso vigore in queste ultime settimane e che sta riportando in primo piano il caso, che ha segnato la storia recente del nostro Paese, del Mostro di Firenze.

Secondo quanto sostenuto dall’edizione fiorentina de La Repubblica, infatti, i delitti compiuti fra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni ottanta sarebbero parte di quella stessa strategia della tensione con la quale lo Stato, in connivenza con ambienti affini all’estrema destra, avrebbe tentato di seminare il panico e l’insicurezza all’interno del Paese col deliberato proposito si scatenare una opposta richiesta di ordine sociale. Per sostenere ciò, la testata in questione si è avvalsa delle ultime inchieste partite dalla Procura di Firenze che avrebbero visto come protagonista un compaesano di Pacciani, Giampiero Vigilanti, ex legionario originario di Vicchio del Mugello. Secondo l’accusa Vigilanti, che aveva relazioni di natura sospetta con Pacciani, e che conosceva personalmente un defunto imprenditore di origini tedesche a suo tempo investito dalle indagini, e che conosceva anche Salvatore Vinci, oltre che alcuni esponenti della destra più estrema, ebbene, secondo l’accusa dunque, Vigilanti potrebbe essere uno degli autori dei delitti compiuti dal Mostro di Firenze. Se tale sospetto dovesse rivelarsi fondato, dunque, si ritornerebbe al punto in cui si era nel 1985, quando la villetta nella quale abitava Vigilanti venne perquisita dai militari, i quali erano persuasi dell’idea che fosse proprio lui l’omicida che seminava il panico nelle campagne toscane. Nella sua casa furono ritrovati numerosi ritagli di giornale riguardanti i delitti del Mostro. All’epoca, però, tutto venne giudicato come un segno di morboso interesse e nulla più. Oggi, le riservatissime indagini della magistratura rimettono in questione quel giudizio.