Chef licenziato per aver cotto la pasta troppo “al dente”

Maurizio Landi, cuoco bolognese trapiantato in Francia, è stato licenziato dal ristorante in cui lavorava per lamentele dei clienti riguardanti la cottura dei suoi piatti di pasta: “troppo cruda”.
Per gli italiani, così patriottici quando si parla di cucina e abitudini alimentari, la notizia non sorprende più di tanto, ma sicuramente indigna.

Per 15 anni proprietario e cuoco dell’osteria «Divinis» in centro a Bologna, con una rinomata cucina, una discreta fama ed una spiccata passione per i vini, soprattutto francesi, nel 2015 Landi è costretto a chiudere e trasferirsi, scegliendo proprio la Francia.

Landi aveva trovato lavoro da pochi mesi in un bistrot con locanda annessa nel Beaujolais, regione compresa tra Mâcon e Lione, che dà il nome a un popolare vino rosso: “Era il posto dei miei sogni: con un’offerta di vini importante, in un una zona ad alta vocazione vinicola e con un turismo legato soprattutto al ciclismo”.

Ma quando Landi ha proposto ad alcuni turisti un piatto tipicamente italiano, la carbonara, questi non hanno gradito, lamentandosi poi col titolare del fatto che la pasta fosse “troppo cruda”. In seguito a questo episodio anche altri ospiti si sono lamentati per lo stesso motivo, ignorando il fatto di star mangiando un piatto di pasta italiano, e non francese (come è noto, infatti, la pasta in Francia si cuoce eccessivamente e si usa soprattutto come contorno).

Aver difeso la qualità e la tradizione del cibo italiano è costata allo chef il licenziamento in tronco, alle soglie della fine del periodo di prova (avrebbe poi ottenuto l’indeterminato).

Fortunatamente Landi ha subito trovato un nuovo impiego presso un ristorante limitrofo, e questa volta ha messo in chiaro la sua idea di cucina con il titolare : “Va bene adattarsi alla cucina locale, ma la pasta non si tocca”

M.Valentina Colasuonno