Crimea: archeologi scoprono “tomba aliena”

Durante un recente scavo archeologico in Crimea è stato rinvenuto, nel luogo in cui era stato sepolto, lo scheletro di un bimbo di un anno e mezzo circa che evidenziava caratteristiche morfologiche anomale del cranio.

Gli autori della scoperta hanno immaginato di trovarsi davanti a una forma di vita aliena, in virtù del fatto che il teschio appariva allungato e deformato.

Il luogo di sepoltura riportato alla luce dagli archeologi, impegnati in uno scavo nel villaggio di Yakovenkovo,​​ nella parte orientale della penisola di Crimea, è uno dei tanti dislocati in Crimea, risalenti a un periodo compreso tra il quarto e il quinto secolo dopo Cristo.

Gli archeologi, che hanno rilevato le gravi malformazioni del cranio, hanno parlato di “tomba aliena”.

La stessa conteneva altresì un vaso di ceramica, perline e un braccialetto di rame sul braccio destro del bimbo.

Tuttavia, gli scienziati spiegano che la deformazione cranica artificiale, una forma di alterazione del corpo, era in uso presso molte culture antiche. La pratica pare si eseguisse in particolare sui neonati, il cui cranio risulta essere molto più malleabile.

Gli studiosi pensano che i corpi disseppelliti durante gli scavi possano verosimilmente appartenere a persone di alto rango, provenienti dal regno del Bosforo Cimmerio.

I sostenitori delle teorie degli “antichi astronauti” affermano invece che i resti di coloro che avevano questa specifica caratteristica fossero in realtà degli ibridi umano-extraterrestri.

MDM