Pakistan, Consiglio del villaggio autorizza stupro per ritorsione: arrestate 20 persone

Ha avuto il permesso di stuprare, per vendetta, la sorella 13enne di colui che aveva abusato di sua sorella. E’ con queste terribili accuse che la polizia del distretto di Multan, nel Punjab pakistano, ha arrestato i membri del Consiglio del villaggio (“panchayat”) di Muzaffargah per aver dato il proprio avvallo alla faida.

Secondo quanto riportato dai media locali, due giorni prima la piccola 12enne era stata violentata da un uomo mentre si trovava in un prato dove i genitori le avevano chiesto di tagliare l’erba. Presentato davanti al “panchayat”, almeno la metà dei 40 membri che lo compongono ha deciso che per appianare il torto subito, il fratello della vittima fosse autorizzato a fare, a sua volta, ciò che era stato fatto a lui. Così, in presenza di alcuni parenti della ragazzina, il giovane ha violentato la sorella 17enne del proprio “rivale” in una stanzetta attigua al consiglio. E’ stato dopo un altro paio di giorni che quest’ultima ha presentato violenza alla polizia per violenza canale. Stessa cosa è stata poi fatta dai genitori della 12enne violentata per prima.

Questo caso ha fatto tornare in primo piano la pratica punitiva denominata “Vanni”, quella per la quale alcune comunità pachistane continuano a sostenere casi di violenze sessuali a fini riparatori. Questo è quello che accadde nel 2002 ad una 28enne di nome Mukhtar Mai. Mai fu violentata per vendicare un presunto flirt del fratello 12enne con una donna più grande. Quando però la Corte Suprema graziò i suoi stupratori e consigliò alla Mai di andare a vivere all’estero, lei si fece forza e decise di restare nel suo Paese. Oggi dirige una scuola per ragazze da lei fondata.

Giuseppe Caretta