Vampirismo: cos’è e quali sono le sue possibili cause

Di recente il portale britanno Metro.co.uk ha pubblicato un’inchiesta su un fenomeno emerso già da qualche decennio e noto come “vampirismo”, per cui uno o più individui vivi e vegeti – i cosiddetti “vampiri” -, usano bere il sangue di animali, il proprio o quello di altre persone, in particolare di donatori consenzienti.

Il vampiro, così come lo conosciamo attraverso la letteratura e e poi il cinema, nella tradizione classica è lo spirito di un defunto che ritorna nel proprio corpo per sottrarre ai vivi la loro essenza vitale, il sangue, allo scopo di preservare la sua esistenza.

Sbirciando sui social, si potrà facilmente intuire che esistono vere e proprie comunità di vampiri e forum dedicati al fenomeno, dove si possono leggere dibattiti circa il primo approccio alla pratica e al conseguimento del cosiddetto “risveglio”, consigli sulle migliori qualità di sangue, su come reperire eventuali donatori e via discorrendo.

Col termine “risveglio”, gli “affiliati” indicano il processo di trasformazione della persona in un vampiro – che può avvenire per gradi o ex abrupto -, descritto da molti come un’esperienza fisica, psicologica e mentale estatica.

I vampiri contemporanei, per lo più giovani che frequentano locali goth o dark, partecipano a consessi nei cimiteri, vestono un particolare abbigliamento e si dipingono il volto in modo da assomigliare al leggendario Nosferatu, vengono talora  indicati come un “tipico risultato della commercializzazione e sdoganamento dell’immagine del vampiro avvenuto nell’ultimo secolo”.

In realtà l’emofagia può avere caratteristiche ben definite; si parla in particolare di vampirismo criminale, culturale e patologico.

Le cronache francesi dell’800 riportano ad esempio del vignaiolo François Leger, che seviziò ed uccise una bambina di 12 anni e ne bevve il sangue.

A fine ‘800 in Italia, l’assassino seriale Vincenzo Verzeni, strangolava le sue vittime bevendone il sangue.

Di vampirismo culturale si parla quando una persona decide volontariamente di adottare il vampirismo come stile di vita.

In psichiatria il vampirismo in è noto come sindrome di Renfield, dal nome del servo di Dracula nel romanzo di Bram Stoker. Questo disturbo si svilupperebbe a partire dall’infanzia, generalmente dopo un evento traumatico, pertanto l’individuo comincia a procurarsi dei tagli e a berne il sangue che ne fuoriesce, ingerendolo subito o conservandolo in barattoli e bottiglie.

La zoofagia di norma si sviluppa in seguito, per cui il vampiro comincia ad alimentarsi con sangue di animali quali uccelli, gatti o cani, oppure procurandosi il fluido nei mattatoi. L’ultimo stadio di questo processo, il vampirismo vero e proprio, si manifesta quando il vampiro comincia a procurarsi e a bere il sangue di altri esseri umani viventi: “Il desiderio compulsivo di bere sangue ha quasi sempre una forte componente sessuale. Il sangue diventa un simbolo sessualizzato di vita e di potere, perciò i pazienti con la sindrome di Renfield riferiscono esperienze di benessere e di potenza dopo aver bevuto sangue“.

In tutti i casi è verosimile che questi individui si procurino eccitazione sessuale succhiando il sangue di altre persone.

MDM