Venezuela, non si ferma la violenza nel Paese: morto il politico José Felix Pineda

 

 

 

 

 

 

 

Da quando i manifestanti sono scesi in campo per protestare duramente contro il regime dittatoriale imposto dal Presidente Maduro fino ad oggi, è ufficialmente salito a 113 il numero delle vittime che il Venezuela sta piangendo negli scontri di piazza e non solo.

José Felix Pineda, giovanissimo uomo politico di 39 anni, ha trovato la morte la scorsa notte, entro le mura della sua casa. L’uomo risiedeva a Ciudad Bolivar e qui ha subìto un aggressione da parte di un drappello di uomini armati. Il gruppo ha fatto irruzione e lo ha freddato con dei colpi d’arma da fuoco. il tutto è stato confermato dalla Procura Generale e dai media locali che hanno diffuso la notizia.

L’avvocato Pineda era uno dei candidati che sperava nell’elezione nell’ambito dell’Assemblea Costituente, ma non è riuscito a raggiungere questo traguardo. Proprio la notte precedente rispetto alle votazioni di oggi, domenica 30 luglio 2017, il candidato è stato assassinato. Ancora oscuri risultano i motivi, anche se chiaramente si pensa ad un’azione di gruppi contrari al potere di Maduro. Nella notte ci sono inoltre stati altri scontri che hanno mietuto altre tre vittime: Ricardo Campos (dirigente giovanile del partito oppositore Azione Democratica), Iraldo Josè Gutierrez e Marcel Pereira.

L’ondata di sangue si sta intensificando nel Paese, proprio ora che i cittadini venezuelani sono chiamati ad esprimere un importante voto. L’opposizione ha invitato la popolazione a boicottare l’ennesima presa di posizione di Maduro, questa volta tradottasi nelle elezioni per l’Assemblea Costituente da lui volute. Maduro è stato il primo a votare e nelle poche parole che ha rilasciato ai media ha fatto un’invocazione a Dio, affinchè protegga il popolo e gli permetta di esercitare il suo diritto democratico al voto. Intanto, a Caracas la tensione è altissima e la città è protetta dai mezzi blindati dell’esercito.

Maria Mento