Atac in fallimento, ora senza gasolio

La Q8 ha lanciato l’ultimatum ad Atac, già stremata dai debiti e dai molteplici decreti ingiuntivi degli ultimi mesi. Citando ‘Next Quotidiano’, il primo a dare la notizia, “se entro stasera non verranno versati 3,8 milioni di euro per il pagamento delle fatture emesse, niente più carburante”.

Lo spettro del fallimento fa temere di non poter rientrare dei crediti accordati, e di non riuscire a pagare nemmeno gli stipendi, anche se il Campidoglio non cede al pessimismo assoluto.
Ad aggiungere gravità alla già precaria situazione di Atac, sabato un autobus è finito in un incidente, e i vigili hanno constatato che il mezzo viaggiava senza assicurazione. A luglio, infatti, non aveva versato l’anticipo dei tfr.

Se la società fallisce, anche il Comune è in seria difficoltà; occorrerebbe accelerare il subentro di un nuovo dirigente generale, necessitato sin dalle dimissioni di Bruno Rota. Quest’ultimo aveva suggerito come soluzione un concordato preventivo, una procedura sotto la supervisione del tribunale fallimentare, che prevede spalmatura e taglio del debito contestualmente al risanamento della società. Il male minore, che comunque avrebbe garantito il futuro di Atac evitando intoppi finanziari al Campidoglio.

Ma il Comune, dopo un primo interesse alla svolta in questa direzione, si è bloccato. Probabilmente “l’ipotesi di affidarsi al tribunale (con tutte le dolorose conseguenze del caso) ha spaventato Raggi, che tra i dipendenti Atac e nei sindacati ha avuto uno dei suoi bacini di consenso più importanti. Il concordato avrebbe dimensioni enormi, difficili da sostenere a livello politico” leggiamo su ‘Il Fatto Quotidiano’.

L’ipotesi della vendita della partecipata avrebbe risvolti negativi per la Raggi, essendo Atac sempre stata pubblica. La sindaca può fare comunque ricorso,in alternativa, alla legge Marzano (arriverebbe un commissario nominato dal governo) oppure presentare un piano di risanamento.

In ogni caso si attende un celere provvedimento, altrimenti rischia di fronteggiare il codice penale.

M.Valentina Colasuonno