Parigi, Jeanne Moreau si spegne a 89 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:09

L’attrice francese musa di L. Malle e di F. Truffaut, incarnazione di una forte spinta innovatrice nel cinema, che con la bellezza e la sua inconfondibile voce profonda ha affascinato i più grandi registi, è stata trovata morta da una cameriera nella sua casa di Parigi.

L’ultima dichiarazione dell’attrice risale alla vigilia del suo ottantesimo compleanno, riconoscendo di aver vissuto nel suo mestiere momenti di passione che non aveva sperimentato nella sua vita: “Si dice sempre che gli anziani diventano introversi, più difficili. Per quanto mi riguarda, più passa il tempo, più la mia pelle diventa sottile… io sento tutto, vedo tutto “. – ‘Le monde’

Nata il 23 gennaio 1928 a Parigi, da un padre ristoratore e madre inglese ballerina, ha girato in più di 130 film e recitato in più di 60 pieces teatrali. L’Elysee ha reso omaggio a “un’artista che ha incarnato il cinema nella sua complessità, nella sua memoria, nelle sue esigenze.”

A 19 anni, dopo il Conservatorio, fa il suo ingresso nella compagnia nella Comédie Française, che rappresenta per lei “disciplina e precisione”.
Il suo esordio con il cinema avviene grazie a piccoli ruoli, ma la svolta arriva grazie all’incontro con L. Malle. Il regista, sempre sfuggente ai canoni della Nouvelle Vague, la sceglie come protagonista in Ascensore per il patibolo (1957) e per il successivo Les amants (1958). Per due volte consecutive moglie instabile e libertina, Jeanne Moreau ha contribuito ad alimentare un cinema di rottura, capace di creare scandalo.

Viene premiata come migliore attrice a Cannes per la sua prova in Moderato cantabile – Storia di uno strano amore (1960). F. Truffaut le regala il ruolo della vita con Jules et Jim (1961), dove il suo personaggio rafforza l’idea dell’emancipazione femminile.
Gli anni ’60 sono pieni di collaborazioni con registri illustri, mentre nel 1975 dirige Lumière – Scene di un’amicizia tra donne (1975), e L’adolescente (1978). Intanto, nel 1977 si sposa per la terza volta con il regista W. Friedkin.

Gli anni ’90 si aprono con un film significativo:  Nikita (1990) di Luc Besson, e nel 2000 il Festival di Berlino la premia con l’Orso d’Oro alla carriera. Il cinema rimane il primo vero amore e per questo, fedele a questo sentimento, affronta nuovi personaggi fino agli ultimi anni della sua vita.

M.Valentina Colasuonno

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