Venezuela: hackerato il sito del CNE, appaiono denunce di frode

Abbiamo parlato più volte della situazione politica del Venezuela cercando di mantenere il giusto distacco e di non esprimere opinioni su fatti che, visti dall’esterno, sfuggono alla nostra totale comprensione. In seguito alla vittoria referendaria di Maduro ed alla approvazione dell’Assemblea Costituente tutti erano consapevoli che i disordini e le contestazioni non sarebbero diminuite, ma che ci sarebbero state delle ripercussioni.

A due giorni di distanza le polemiche non si placano: da un lato ci sono i membri del partito di Maduro che celebrano la vittoria, dall’altro i membri dell’opposizione che denunciano irregolarità nello svolgimento delle elezioni. Ieri dopo che il presidente del CNE Tibisay Lucena ha annunciato trionfalmente che alle votazioni si erano presentati 8 milioni di venezuelani il sito del Consiglio Nazionale Elettorale è stato oscurato in seguito ad un attacco hacker.

Sulla home del sito della CNE sono apparse diverse scritte, la prima annunciava l’azione pirata “CNE hackerato“, mentre le altre sono una sequela di denunce di presunte frodi, tra cui una che dice: “Cosa credono? Che non sappiamo che hanno fatto dei brogli? Non siamo stupidi”. Nel contempo è giunta notizia che il servizio segreto venezuelano, il Sebin, avrebbe prelevato dalle abitazioni i leader dell’opposizione Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma.