Relazioni Usa-Russia sempre più incrinate dopo la firma del pacchetto di sanzioni

trump putinSi fanno sempre più pericolose e distanti le relazioni tra Stati Uniti e Russia. La ‘segnalazione’ arriva proprio dal presidente Donald Trump, che lo scorso mercoledì ha firmato un pacchetto di sanzioni supplementari, approvato dal Congresso, contro Russia, Iran e Corea del Nord, sottolineando di averlo fatto ‘in nome dell’unità del Paese’ pur manifestando un certo disappunto per un testo frutto di un accordo bipartisan al Congresso. Nel denunciare i bassi e pericolosi livelli delle attuali relazioni Usa-Russia, Trump ha dichiarato che gli americani dovrebbero biasimare il Congresso per questa serie di eventi.

 

Del resto la firma del documento è arrivata dopo diversi giorni nel corso dei quali è rimasto sul tavolo del presidente il quale, una volta siglato il provvedimento, ha descritto la misura come ‘significaticamente imperfetta’ e a tratti addirittura incostituzionale. Per poi prendersela con il Congresso, accusato da Trump di inefficacia nel ricordare che non è nemmeno riuscito ad approvare, dopo sette anni di discussioni, una legge sulla riforma della Sanità.

 

Il pacchetto di sanzioni ha lo scopo di punire la Russia per una serie di questioni, in primis il sostegno del Paese al governo siriano, ma anche il presunto sostegno ai ribelli in Ucraina; le sanzioni riguardano tra le altre cose banche, produttori di armi, il settore energetico e coloro che gli Stati Uniti hanno accusato di aver interferito nelle elezioni presidenziali con azioni di hacking. Dopo la firma il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha dichiarato che la mossa di Washington ha segnato l’inizio di una guerra economica alla Russia e che ha ‘frantumato le speranze di migliorare le nostre relazioni con la nuova amministrazione statunitense’, aggiungendo che la squadra di Trump ha dimostrato la sua totale debolezza, conferendo nel modo più umiliante il potere esecutivo al Congresso’. Il segretario stampa del Cremlino Dmitry Peskov ha aggiunto: ‘riteniamo che questa politica di sanzioni sia illegale e senza prospettive’.

Daniele Orlandi