Sequestrata nave di Ong tedesca: scambiava i migranti direttamente con gli scafisti libici

I peggiori dubbi circa l’operato in mare di alcune Ong, accusate a loro tempo dall’opinione pubblica italiana e soprattutto da un procuratore, Carmelo Zuccaro, di intrattenere legami telefonici e non direttamente con gli scafisti libici, si sono avverati. Ci sono le prove fotografiche e non: la nave di soccorso Iuventa è stata fotografata mentre un barcone degli scafisti le consegna, a poca distanza, un gommone pieno di immigrati che provengono dalla Libia. La prova regina che, come sostenuto da Zuccaro, alcune Ong hanno spudoratamente dei contatti diretti con i trafficanti che torturano e uccidono gli immigrati in Libia: questi ultimi ‘fanno da spola’ per consegnare gli sventurati alle Ong in alto mare. La nave della Juventa è stata sequestrata.

Pensando di non essere intercettati in mezzo al mare, il capitano della Iuventa “parlano del previsto inizio missione per la mezzanotte del giorno successivo” con un ‘ragazzo’. La Procura di Trapani sta indagando per accertare il contatto fra il personale della Iuventa, che appartiene all’On tedesca Judend Rettet, una di quelle Ong che – guarda caso – lunedì scorso non ha voluto firmare al Viminale il Codice di Condotta. 

Un poliziotto sotto copertura ha scattato di nascosto la foto che vedete nell’articolo e che mostra (inequivocabilmente) che esiste un’intesa fra il personale della Iuventa e i terribili trafficanti di esseri umani. Ora l’Ong tedesca ha annunciato ricorso per ‘farsi rilasciare la nave’ Difficile, dal momento che oltre a tre episodi contestati a questa Ong “ve ne sono anche altri – come dice il procuratore Cartosio – che contribuiscono a sostenere che la condotta di consegne concordate sia abituale”.

Roversi MG.