I carabinieri ad aprile individuarono Igor ma non gli spararono: ecco perché

Igor Vaclavic, alias Nortber Feher, l’asassino che ha due morti sulla coscienza e che è in fuga da questa primavera nelle campagne di Bologna, avrebbe potuto esser preso. I carabinieri ad aprile lo avevano individuato ma non l’avevano catturato. La notte dell’8 aprile, tre carabinieri della compagna di Molinella, a Bologna, lo videro in Via Spina e poi ne perdettero le tracce. Lo si evince dal rapporto che i carabinieri hanno poi depositato nella Caserma la sera stessa dell’avvistamento.

Lì si legge: “Durante le fasi di avvicinamento del soggetto non è stato in alcun modo possibile attingerlo mediante l’utilizzo delle armi in dotazione in quanto i militari operanti non erano in alcun modo in posizione favorevole da poter ottenere un risultato senza ulteriori conseguenze per la loro incolumità. Per cui, stante alle disposizioni e alle circostanze di tempo e di luogo, l’unica azione plausibile al momento era quella di porre un’attenta osservazione in sicurezza”.

“I militari” si legge “venivano esortati a mantenere la calma e a limitarsi ad osservare i movimenti dell’individuo”.
L’uomo venne avvistato nei pressi di un boschetto con l’auto, dove erano appostati i carabinieri, e fece loro i fari per dirgli di spostarsi. A quel punto uno dei carabinieri, a 50 metri di distanza, scese dall’auto e gli intimò scendere con le mani alzate. Igor sparì nella macchia dietro di loro: i carabinieri rimasero in appostamento per mezz’ora sottendendo i rinforzi. Ma quando essi arrivarono, Igor era sparito, come se il bosco l’avesse inghiottito. E da allora, solo il silenzio sulle sue sorti.

Roversi MG.