L’ecosistema dell’isola di Guam devastato da serpenti portati dalla Marina militare americana

Circa 70 anni dopo che le truppe americane sono sbarcate sull’isola di Guam durante la Seconda Guerra Mondiale, la piccola isola sta ancora combattendo disperatamente contro i serpenti probabilmente portati come “passeggeri clandestini” sulle navi di carico della US Navy nel 1940.

L’infestazione consiste di circa 2 milioni di serpenti che coprono molte aree dell’isola lunga circa 48 chilometri. Si crede che non siano originari dell’America, ma di altre isole del Pacifico da cui la flotta americana stava viaggiando.

I serpenti hanno devastato l’ecosistema di Guam, sradicando la maggior parte degli uccelli nativi del paese. Infatti, 10 delle 12 specie di uccelli originarie di Guam sono scomparse dalla metà degli anni ’80.

La popolazione devastata degli uccelli ha gravemente influenzato anche la vita vegetale di Guam a causa della massiccia riduzione dei semi. Il tasso di crescita di nuove piante sull’isola è diminuito di ben il 92% a causa di questi serpenti.

Gli Stati Uniti hanno speso milioni tentando di sradicare la minaccia costante di questi serpenti. Gli invasori non hanno solo distrutto la fauna selvatica, ma, come riferisce il governo americano stesso, sono costati circa 4,5 milioni di dollari in danni al sistema elettrico militare negli ultimi sette anni.

Il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense ha anche paracadutato migliaia di topi morti, intrisi di paracetamolo, sull’isola come parte di un programma di eradicazione da 8 milioni di dollari approvato nel 2013; ma nonostante la strategia sembra dare i suoi frutti, è ancora troppo presto per capire quanto impatto abbia avuto e avrà sulla popolazione di questi serpenti nell’area interessata.

Mario Barba