L’incoerenza di Trump, il Russiagate e le minacce a Corea del Nord e Venezuela

Aprendo l’homepage di qualsiasi giornale quest’oggi (prendiamo nello specifico repubblica.it, uno dei più consultati nel nostro Paese), non ci si può non imbattere nelle notizie legate al Venezuela e alla Corea del Nord, zone del mondo distanti tra loro ma con il comune destino di essere al centro dell’interesse internazionale (forse perché si tratta delle pressoché ultime nazioni sostanzialmente socialiste? Chissà).

Contemporaneamente all’interesse internazionale (abbastanza normale che l’opinione pubblica possa interessarsi alle sorti dei due paesi, specialmente nel caso del Venezuela, laddove la situazione di instabilità è particolarmente forte e trovare una soluzione sarebbe d’uopo), è giunto l’interesse degli Stati Uniti (come testimoniato dallo screenshot sottostante, tratto per l’appunto da repubblica.it. Uno screenshot che ho trovato parecchio inquietante, fosse anche solo per il fatto di trovare due notizie consecutive in cui gli States minacciano un intervento militare).

In barba alla propaganda delle presidenziali (Trump dichiarava di volersi concentrare sulla politica interna, seguendo il motto ‘America First’) e, soprattutto, in barba agli anni di fallimentari operazioni militari che hanno portato ad una sostanziale instabilità internazionale (vedi quanto accaduto in Iraq e Afghanistan, dove l’Isis è riuscito a prendere piede dopo le guerre di inizio millennio), Trump minaccia l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela e Corea del Nord.

Si dice che questo repentino interesse degli Stati Uniti rappresenta una strategia di Trump di sviare l’attenzione dal Russiagate.

Così fosse, si tratterebbe di un gesto di profonda irresponsabilità da parte del Presidente di una delle nazioni più potenti al mondo: l’eventualità di un intervento militare metterebbe a repentaglio come mai prima la stabilità internazionale e le vite di milioni di persone (in primis quelle di nordcoreani e venezuelani, che evidentemente non hanno nessuna colpa).

Si può giocare così sulla pelle delle persone?

RDV