Svizzera: imam invoca l’uccisione dei musulmani non praticanti

Un imam etiope, che avrebbe chiesto pubblicamente l’uccisione dei musulmani non praticanti, è stato accusato dai pubblici ministeri in Svizzera.

Il procuratore pubblico di Winterthur, nel Canton Zurigo, ha dichiarato che lo scorso 2 Agosto l’imam è stato imputato per incitamento alla violenza ed altri reati.

Durante un sermone alla moschea An’Nur di Winterthur il 21 Ottobre 2016, il capo religioso avrebbe invocato l’uccisione dei musulmani che si rifiutano di partecipare alla preghiera comune.

L’uomo, di cui non si conoscono le generalità, avrebbe suggerito l’espulsione dei musulmani “non ortodossi”, aggiungendo che se il rifiuto all’orazione dovesse reiterarsi questi dovrebbero essere bruciati e uccisi nelle loro case.

Il leader spirituale sarebbe stato perseguito anche per aver condiviso sui social immagini brutali di omicidi e di violare la legge sugli stranieri lavorando senza permesso e per tale ragione, nel Novembre 2016 sarebbe stato rinviato a giudizio.

L’ufficio del procuratore ha avviato un procedimento penale contro quattro persone, tra cui il capo islamico in questione

La moschea An’Nur è stata altresì al centro di una serie di operazioni di polizia per il suo presunto sostegno all’Islam radicale.

A fine giugno è stata pertanto chiusa dopo che il locatore si è rifiutato di rinnovare il contratto d’affitto.

MDM