Condannato per lo stupro e l’omicidio di una bambina, viene appeso e fucilato in piazza

In Yemen è andata in scena un atto di giustizia sommaria ai danni di un uomo che è stato accusato di aver rapito, stuprato ed ucciso una bambina di 4 anni. L’uomo, Hussein al-Saket (22 anni), è stato giudicato colpevole e quindi condannato a morte dal giudice Rajeh Ezzedine, quindi giustiziato in pubblica piazza come monito per tutti gli stupratori e gli assassini.

Al-Saket aveva approfittato dell’assenza dei genitori della piccola per rapirla ed abusarne, poi, per evitare che la piccola confessasse il suo atroce gesto, l’aveva uccisa e seppellita fuori dalla città di Sanaa (capitale dei ribelli). Nei giorni e nelle settimane successive, quando i genitori insieme ad amici e forze dell’ordine si erano messi alla ricerca della piccola, l’uomo aveva finto di non sapere nulla e si era unito alla squadra di ricerca.

Durante le indagini, però, le forze dell’ordine hanno trovato degli indizi che conducevano a lui, quindi l’hanno arrestato e fatto processare. Le prove portate davanti alla corte sono state sufficienti a far decretare la pena di morte, ma affinché questa fungesse da deterrente ad altri atti simili, i militari hanno appeso il condannato ad una gru nella piazza di Tahir (Sanaa) e poi lo hanno giustiziato con colpi d’arma da fuoco.