Uno scienziato afferma che potremmo vivere all’interno di un mondo virtuale

Rich Terrile, direttore del Centro di Computazione Evolutiva e Design Automatizzato del Jet Propulsion Laboratory della NASA, fu invitato, qualche anno fa, al programma ‘Science Channel‘ per discutere della sua teoria secondo la quale potremmo vivere all’interno di un universo virtuale.

La teoria di Rich si basa sull’esistenza di un programmatore del futuro che ha creato il mondo in cui viviamo adesso per simulare lo svolgimento di quello che ritiene essere storia antica.

Per quanto assurdo possa apparire ai nostri occhi un pensiero del genere, anche altri luminari della scienza come Nick Bostrom, direttore dell’Istituto per il Futuro dell’Umanità dell’Università di Oxford, hanno preso in seria considerazione quest’idea.

Durante un’intervista rilasciata a ‘Vice‘, Rich Terrile risponde alla domanda riguardo a quando ha ipotizzato per la prima volta questa teoria: “A meno di credere che ci sia qualcosa di magico nella nostra coscienza, a una certa bisogna riconoscere che essa può essere simulata con un computer, o in altre parole, riprodotta. Ci sono due modi tramite cui in futuro potremo ottenere un cervello umano artificiale. Uno sarebbe di analizzarlo per capire come riprodurlo, ma penso che la via più facile sarebbe sviluppare un circuito o un sistema in grado di acquisire coscienza. Forse nel giro di dieci, o forse nel giro di 30 anni saremo in grado di incorporare una coscienza artificiale nelle nostre macchine“.

Trent’anni potrebbero apparire come un lasso di tempo veramente ridicolo ma secondo Terrile, adottando la legge di Moore, in meno di 10 anni i supercomputer della NASA (che al momento girano a una velocità pari al doppio di quella del cervello umano) saranno in grado di computare un’intera vita umana in meno di un mese.

Assodato questo è possibile che un programmatore sia “capace di cambiare le leggi della fisica e di plasmare questo universo in qualsiasi modo lo voglia, come io posso fare con una simulazione al computer. In effetti, forse presto saremo in grado di farlo con esseri dotati di coscienza“.

Terrile conclude poi “Significa che siamo contemporaneamente Dio e servi di Dio, e che abbiamo creato tutto noi. Ciò che trovo esaltante è che, anche se siamo in una simulazione o molti ordini di grandezza sotto la simulazione originaria, da qualche parte nel processo qualcosa è sfuggito al brodo primordiale per diventare noi e per creare le simulazioni che ci hanno a loro volta creati. E tutto questo è grandioso“.

Mario Barba