Meredith Kercher, Amanda Knox torna a parlare del caso e accusa l’Italia

 

 

 

 

 

Da presunta assassina a vittima del sistema giudiziario italiano. Amanda Knox è tornata a far parlare di sé e lo ha fatto puntando il dito contro l’Italia. Paese, il nostro, in cui la Knox non intende mettere più piede e lo ha ribadito in diverse occasioni.

L’americana ha scontato quattro anni di carcere insieme a Raffaele Sollecito, ai tempi dei fatti suo fidanzato. I due, insieme a Rudy Guede, sono stati di aver assassinato la giovane inglese Meredith Kercher, in seguito ad un presunto gioco sessuale a cui la giovane avrebbe rifiutato di partecipare. Da questi eventi sono trascorsi ormai 10 anni (1° novembre 2007) e, mentre Guede rimane in carcere, l’ex coppia Sollecito-Knox ha riconquistato la libertà.

Intervistata dalla rivista “Rolling Stones”, Amanda ha parlato ancora dei suoi tragici anni italiani e non lo ha fatto in modo tenero. Per prima cosa si è scagliata contro il Pubblico Ministero che l’ha accusata, Giulino Magnini, affermando comunque di non volersi mai trovare faccia a faccia con Guede («Non vorrei mai incontrarlo nella mia vita. Quella persona mi spaventa. Non lo capisco e ha commesso qualcosa di terribile, puntando peraltro il dito contro di me. Capisco la disumanizzazione di Mignini, più di quella di Guede»).

La Knox ha aggiunto che, in merito al trattamento subìto durante la sua detenzione, ha presentato ricorso alla Corte Europea dei diritti umani. L’Italia è sotto accusa per i metodi barbari che secondo la Knox sarebbero stati usati nei suoi confronti: interrogatori duri ed interminabili, condotti tra l’altro senza la presenza di un avvocato, presunte percosse di cui sarebbe stata vittima, e minacce con le quali sarebbe stata indotta a firmare false dichiarazioni che coinvolgevano altre persone negli eventi.

La Knox ha inoltre dichiarato che a tutti questi comportamenti va la sua situazione all’epoca: parliamo di una ragazza di 20 anni, senza precedenti penali e che in più non aveva un buon livello di conoscenza della lingua italiana. Un confronto, quindi, non alla pari tra lei e la giustizia italiana. Adesso la Knox aspetta il verdetto della Corte Europea e spera che il suo ricorso venga accolto. La giovane ha anche ringraziato il Presidente Trump, che all’epoca dei fatti andò in suo soccorso con delle parole non proprio amichevoli nei confronti dell’Italia. In proposito, Amanda Knox ha detto che si è trattato di un aiuto che però avrebbe anche potuto costarle caro.

Maria Mento