Costantino della Gherardesca attacca Grillo, Scanzi e Travaglio: “sono l’avanguardia di un complotto balcanico per colonizzare l’Italia”

Costantino della Gherardesca, giornalista, attore e conduttore televisivo del reality Pechino Express – che riparte su Rai2 il prossimo 13 Settembre -, ha letteralmente “buggerato”, in ordine alfabetico, Beppe Grillo, Andrea Scanzi e Marco Travaglio ribattezzandoli rispettivamente come “Tassista macedone”, “Vecchio discotecaro” e “Gay represso”.
Il successo che riscuotono” – scrive il conduttore nel suo libro “Punto. Aprire la mente e chiudere con le stronzate” – “è per me inspiegabile quanto un mocassino con la suola di gomma. I loro difetti sono così lombrosianamente evidenti che mi chiedo come si possa non notarli. Prendiamo Grillo: la noto solo io quella crema che si spalma sulla bocca? C’è più lip gloss sulle sue labbra che su quelle di tutto il cast di un film di John Waters. È come se la Sora Lella si mettesse le calze a rete e il push-up”.

Altrettanto pungente è con i due giornalisti vicini al Movimento 5 Stelle: “Con quel look da vecchio discotecaro morto di figarivolgendosi a Scanzi – […]. Si considera un esperto di musica e un cultore dei Pink Floyd ma, se Roger Waters sapesse di avere un fan del genere, sono certo che disconoscerebbe la propria discografia. Per non parlare di Travaglio e del suo sguardo vitreo, come quello degli aguzzini che adorano assistere alle torture, ma non hanno il coraggio di torturare[…] non un gay dichiarato, ma una grigia figura asessuata che vive con profondo disagio la sua vera natura“.

E chiosa: “Sono convinto che in realtà questo terzetto non sia altro che l’avanguardia di un complotto balcanico per colonizzare l’Italia, devastarla e renderla inappetibile a chiunque […]. Fateci caso: grazie alle sue terribili giacche di pelle […] Grillo somiglia in tutto e per tutto a un tassista macedone; Scanzi deturpa il nostro patrimonio paesaggistico con il suo look da playboy slovacco; mentre Travaglio – con quell’aria rapita e austera – mi ricorda un professore albanese omosessuale di Storia dell’Arte“.

Curiosi di scoprire di chi altri motteggia il buon Costantino, non ci resta che leggere il suo libro, edito da Rizzoli, che l’autore stesso descrive come «un manuale materialista di auto aiuto per superare ogni retaggio della spiritualità, contro il pensiero francescano e il pensiero di maggioranza».

MDM