Niccolò Ciatti, oltre il danno anche la beffa: i tre aggressori sono richiedenti asilo e paramilitari

 

 

 

 

 

 

 

 

Niccolò Ciatti, ragazzo fiorentino di 22 anni, è il nostro connazionale barbaramente massacrato da tre ceceni in una discoteca spagnola di Lloret del Mar. Il ragazzo, in vacanza con un gruppo di amici, è stato attaccato senza pietà con calci e pugni che lo hanno ridotto in fin di vita. la morte, come sappiamo, è sopraggiunta dopo poche ore. Adesso- a qualche giorno di distanza dalla drammatica morte di Niccolò- emergono altri particolari della vicenda che indignano e lasciano senza parole.

L’aggressione a Niccolò sarebbe iniziata, come sempre, per futili motivi: forse un piccolo diverbio o addirittura una spinta. Per questo è morto Niccolò Ciatti: per niente, per cose che tra sconosciuti che si trovano nella stessa discoteca possono capitare e risolversi senza fare drammi. A maggior ragione se si considera il fatto che gli amici di Niccolò hanno dichiarato di non aver avuto rapporti precedenti con i tre assassini, e quindi non sono registrabili pregresse situazioni di attrito.

Bastava che qualcuno intervenisse e li fermasse. Niccolò sarebbe, forse, ancora vivo. Nessuno ha fatto niente contro la violenza gratuita dei tre giovani russi. Ma chi sono esattamente gli aggressori di Niccolò? Tre ragazzi di età compresa tra i 20 ed i 26 anni che certamente sfruttano la violenza come unica arma per risolvere i problemi. Basta già questo a dirla lunga su queste tre bestie, così definite dal padre di Niccolò. Tre professionisti della morte.

Le fonti spagnole, ed in particolare quelle di “El Periodico”, sono concordi nel ritenere che i tre ceceni abbiano avuto una formazione paramilitare. I tre, tra l’altro, risultano essere dei richiedenti asilo e vivono in Francia. In realtà, sembrerebbe proprio che l’asilo politico richiesto lo abbiano ottenuto e con tanto di passaporto. Due di loro potranno  quindi far ritorno in terra francese, dal momento che sono stati già rilasciati, e solo il terzo aggressore (colui che ha sferrato il calcio in testa, quello mortale per Niccolò) è stato trattenuto.

Adesso ci si sta chiedendo come sia possibile che la Francia abbia permesso l’ingresso di certi soggetti entro i suoi confini, e come sia altrettanto possibile che essi siano stati liberati dopo aver commesso volontariamente un omicidio così meschino e senza senso.

Dal momento che la Cecenia è una zona della Russia molto progredita ed in cui il benessere sarebbe diffuso, è molto probabile che i tre richiedenti asilo appartengano davvero a delle frange estreme e che per vari motivi abbiano ritenuto opportuno allontanarsi. Già questo dovrebbe far riflettere ed aiutare a capire che bisognerebbe far delle indagini più approfondite prima di concedere l’asilo a gente che potrebbe nascondere un passato non proprio “politically correct“. La polizia locale sta cercando di fare luce sul passato dei tre e, sempre secondo quanto riportato da “El Periodico”, gli inquirenti sarebbero ormai certi che si tratti di gente che ha militato in ambienti militari o in contesti similari.

Maria Mento