Cicchitto sul caso Regeni: l’articolo del New York Times è “una polpetta avvelenata”

Fabrizio Cicchitto, personaggio noto del centrodestra italiano, presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, vicino a Silvio Berlusconi lancia l’accusa: “Quell’articolo è una polpetta avvelenata, una manovra per mettere in difficoltà l’Italia, sulla pelle di Giulio Regeni“, riferendosi all’articolo apparso sul New Times relativo alla decisione dell’Italia di rimandare in Egitto il suo ambasciatore.

Contestata dai genitori di Regeni – il giovane ricercatore italiano con ogni probabilità torturato e ucciso brutalmente i servizi segreti egiziani – l’esponente di Alternativa Popolare in realtà vede di buon occhio la decisione del nostro governo, ma dice dell’inchiesta del New York Times: “E’ un modo per far saltare ogni rapporto con l’Egitto: ci sono mire sui pozzi in concessione all’Eni, si sa” , ha denunciato l’onorevole.

All’indomani dell’annuncio della cacciata dell’ambasciatore egiziano, il New York Times ha detto del nostro esecutivo: “Gli 007 americani avevano fornito prove esplosive a Palazzo Chigi sui responsabili dell’assassinio di Giulio“.
“Guarda un po’: queste strabilianti rivelazioni escono proprio il giorno dopo in cui l’Italia rimanda in Egitto l’ambasciatore dopo un anno e più di assenza” – ha replicato Cicchitto in un’intervista al Quotidiano nazionale – “Dicono che avevamo le prove, date dai servizi americani, sulle responsabilità dell’intelligence egiziana. Non è vero! Io, fin dalla scoperta del cadavere, ho parlato con tutti: dal premier Matteo Renzi al ministro degli Esteri Gentiloni alla ministra della Difesa Pinotti allo stesso Marco Minniti […]. Mai ho anche solo subodorato una cosa del genere. Sarebbe stato il segreto meglio custodito della storia. Impresa impossibile. Specie in Italia“.

Insomma Cicchitto sente puzza di bruciato dietro l’analisi del quotidiano statunitense, sospettando un complotto contro l’Italia.

MDM