L’Isis minaccia l’Italia, Gentiloni risponde: “Non rinunciamo alla nostra libertà”

 

 

 

 

 

 

 

Non poteva essere altrimenti e così, all’apertura del 38esimo meeting di Rimini, il Primo Ministro Gentiloni si è espresso a muso duro contro gli ultimi attentati terroristici di Barcellona. Il Premier non ha dimenticato di trattare anche di altri argomenti- di gran lunga marginali di fronte a tragedie come questa- e ha dedicato una parte del suo discorso anche alla scottante tematica dello Ius soli ed agli ultimi dati sulla crisi economica in Italia.

Nel corso del suo discorso, Gentiloni ha omaggiato Barcellona, già da lui definita “città splendida e amica”. Il Premier si è dichiarato sentitamente vicino alle famiglie dei nostri connazionali che hanno perso la vita durante gli attentati, e ha inviato loro un abbraccio virtuale. Gentiloni ha anche fatto riferimento alla Messa solenne di commemorazione che si è tenuta questa mattina nella Sagrada Familia in memoria delle vittime, assicurando che la celebrazione “ha dato un messaggio di forza umana a tutta l’Europa”.

L’Italia è l’unico tra i Paesi europei nel mirino del terrorismo a non essere ancora stato colpito direttamente dalla cellula dell’Isis. Il nostro Paese, però, ha subìto delle recenti minacce ed è stato indicato come prossimo Paese in cui gli attentati saranno eseguiti. Gentiloni ha risposto anche a queste minacce, dichiarando che “i terroristi non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà”.

Il Premier ha pronunciato queste parole ricordando le forze che si impegnano a garantire la sicurezza del cittadino: forze che vanno sostenute, perché nessuno può dirsi al riparo dai prossimi attentati, e purtroppo nemmeno l’Italia. Una visione assolutamente realista, quella di Gentiloni, che non ha mancato di citare Orwell nel suo discorso: “Il rifugio nel passato aggiunto- non funziona: sovranismi, culto dei privilegi, irresponsabilità verso gli altri e verso equilibri del nostro ecosistema. Io lo dico forte e chiaro: se questa è l’eredità noi rinunciamo volentieri. Chiediamoci da dove viene questo vento di chiusura. George Orwell osservava che per vedere quello che abbiamo davanti al naso serve uno sforzo costante”.

Per quanto riguarda la politica interna, Gentiloni ha ribadito che è doveroso concedere il diritto di cittadinanza a chi è nato e studia nelle nostre scuole. Un chiaro riferimento allo Ius Soli che sta dividendo l’Italia in materia di concessione della cittadinanza, infiammando soprattutto gli animi del Carroccio. Il Primo Ministro ha anche parlato di crescita: l’Italia sta crescendo, ed il Governo sta continuando la strada già tracciata da Matteo Renzi. La sfida sarà adesso quella di far crescere il settore del lavoro.

Maria Mento