Pakistano violenta un bambino disabile, il giudice lo lascia libero: ‘Ha dimostrato grande autocontrollo’

Faccenda sconvolgente a Reggio Emilia, dove un pakistano richiedente asilo ha violentato un bambino con disabilità.
Akhtar Nabeel, 21 anni, richiedente asilo del Pakistan, la sera del 10 luglio avrebbe avvicinato il bambino di 13 anni nel quartiere dove risiedeva e gli ha proposto di fare un giro un bici. Il bambino ha acconsentito, non sapendo cosa il pakistano stava per fare: l’ha portato in una zona di campagna dove l’ha violentato. Il 13enne ha raccontato tutto ai genitori, i quali sono recati prima in ospedale – dove gli abusi sono stati accertati  – e poi a casa del 21enne pakistano chiedendogli conto di quanto fatto.

Il pakistano ha tentato di negare, poi ha confessato, rimproverano anche il bambino: “ti avevo detto di non dire nulla…”. Per Akhtar Nabeel il pubblico ministero ha chiesto il carcere il 19 luglio.
E qui viene la parte sconvolgente: dato che nel frattempo lo stupratore aveva chiesto scusa alla famiglia, il 10 agosto il giudice Giovanni Ghini ha negato il carcere come misura preventiva in attesa del processo, stabilendo che invece il 21enne resterà ai domiciliari perché, a detta del giudice, ha dimostrato uno ‘straordinario senso di autodisciplina’.

Il PM ha fatto sapere che impugnerà l’atto. Intanto si sono fatte sentire anche altre voci a sfavore della decisione, come quella di Roberto Mirabile, presidente dell’associazione antipedofilia ‘La Caramella buona’, che ha detto:
“Mi dispiace signor giudice, mi dispiace signora giustizia: non ci siamo proprio. Le vittime si sentono tradite da quella giustizia che rappresenta lo Stato”.

Roversi MG.