USA, la tensione resta altissima: scontri a Dallas

Resta altissima la tensione negli Stati Uniti dopo i tragici fatti di Charlottesville, dove lo scontro tra neonazisti e antirazzisti ha portato alla morte di una donna travolta da un uomo alla guida di un SUV. Le proteste contro le statue sudiste e il tentativo in molte città americane di buttarle giù ha aumentato la frattura ormai irreparabile nella popolazione USA, alimentata dalle politiche divisorie perpetrate da Donald Trump.

A Dallas si sono verificati nuovi scontri durante una delle manifestazioni antirazziste. La polizia è intervenuta per sedare i tafferugli scoppiati tra un gruppo di persone che chiedeva l’abbattimento delle statue dei Confederati all’interno di un memoriale della Guerra civile e altre che presidiavano la zona in difesa dei monumenti.

Le persone intervenute per salvare le statue sudiste risultavano armate, così come la fazione antirazzista. Tuttavia, al momento, non sembra che si siano verificate sparatorie.

I tafferugli tra i due gruppi sono scoppiati all’interno del cimitero che ospita le statue dei Confederati: la polizia ha dapprima usato i cavalli per disperdere la folla e successivamente è intervenuta in assetto antisommossa per allontanare alcuni manifestanti dall’area.

Alla manifestazione antirazzista avevano partecipato circa 2.300 persone, che avevano gridato slogan riferiti alle statue, da giorni oggetto del contendere in diverse città, invitando a “tirarle giù”.