L’Italia potrebbe essere il prossimo bersaglio dell’ISIS, lo dice un’analisi della Luiss

Sulla scorta delle osservazioni del laboratorio della Luiss di Roma  (la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli), l’Italia potrebbe presto essere colpita dal terrorismo islamico.

Secondo l’analisi proveniente dal noto ateneo privato della città capitolina, è bene che gli italiani si preparino “politicamente” e “psicologicamente” a un attacco terroristico.

Esaminando le tre fasi del terrorismo dell’ISIS nel nostro continente, sarebbe possibile concludere che in Italia “i tempi per un attentato sono maturi”.

Partendo dagli esordi, la strategia del califfo Al Baghdadi è stata quella di optare anzitutto per il reclutamento di potenziali jihadisti nati o residenti in Europa.

Nella seconda fase il sedicente Stato Islamico avrebbe inteso colpire i Paesi impegnati nei raid aerei, quali ad esempio Francia e Belgio, allo scopo di far cessare i bombardamenti in Siria.

Nella terza fase, quella attuale, laddove l’ISIS si trova in una fase di declino, questa sta incitando affiliati e cani sciolti affinché colpiscano ovunque, fondando queste azioni sul principio della vendetta.

Lo dimostrerebbero gli attentati in Spagna e Finlandia, Paesi che non hanno mai bombardato l’ISIS, di conseguenza non ci sarebbero dubbi sul fatto che anche l’Italia è nel mirino dei terroristi.

Tuttavia da noi dovrebbero verificarsi attentati “minori”, non più “in grande stile”, come quello del Bataclan per esempio: “Lo Stato Islamico, inteso come organizzazione protostatale con capitale a Raqqa, che peraltro sta crollando, non ha un interesse a investire denaro e risorse per colpire l’Italia. Dovendo scegliere, preferisce investire contro Parigi. Nella gerarchia dell’odio jihadista, Parigi, che ha bombardato massicciamente l’Isis, viene prima di Roma, che non ha mai bombardato“.

MDM