Sudafrica, frase shock di un uomo che si consegna alla polizia: “Sono stanco di mangiare carne umana”

 

 

 

 

 

 

 

 

Sudafrica. Le indagini delle autorità locali sono partite dopo la confessione di un uomo che, volontariamente rivoltosi agli agenti, ha dichiarato di essere stanco di nutrirsi di carne umana. Il reato che si profila all’orizzonte è tra i più efferati e macabri tra quelli riconosciuti da molti Paesi del mondo: il cannibalismo.

L’uomo si è autoaccusato e ha addirittura prodotto alcune prove che sosterrebbero l’ipotesi della sua colpevolezza: ha consegnato parte di una gamba ed una mano umana, per poi portare gli agenti in una casa sita nella provincia sud-orientale del KwaZulu-Natal. Qui sono stati trovati altri resti umani.

Questa storia ha fatto scattare un’indagine che ha coinvolto ben quattro uomini, ritenuti colpevoli dei reati di omicidio e successivo possesso di parti del corpo umano: Nino Mbatha (anni 32), Lindokuhle Masondo (anni 32), Sthembiso Sithole (anni 31) e Lungisani Magubane (anni 30). Uno di loro è famoso nella zona perché è considerato essere un guaritore. Sono ancora in corso ulteriori accertamenti sui resti umani trovati. Bisognerà capire a quante vittime appartenevano.

Straordinariamente, indagando più a fondo si scopre che il cannibalismo in sé e per sé in Sudafrica non è reato. È reato, invece, possedere senza permesso tessuti e parti del corpo umano. Gli indagati avrebbero quindi violato il Testo Umano del 1983.

Gli indagati compariranno di fronte al giudice la prossima settimana e chiederanno la loro scarcerazione su cauzione. Intanto, gli inquirenti ritengono di aver aperto un vero e proprio vaso di pandora e di aver smascherato soltanto la punta dell’iceberg di un qualcosa che potrebbe coinvolgere molti più uomini e molte più vittime.

Insomma, un vero e proprio traffico di carne umana gestito da una sorta di comunità. La prova sarebbe il ritrovamento di numerosi parti del corpo umano, come ad esempio otto orecchie rinvenute all’interno di una pentola. La polizia ha chiesto, pertanto, la massima collaborazione anche da parte di tutti i parenti di persone scomparse che non sono state ancora ritrovate. Potrebbero essere proprio loro alcune delle vittime.

Maria Mento