La risposta di Mosca alle sanzioni da parte degli Stati Uniti su alcune società russe

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:33

Mosca ha risposto alle sanzioni statunitensi rivolte agli interessi russi, poiché Washington ha introdotto nella lista nera una società russa e quattro individui per i loro presunti rapporti con la Corea del Nord.

Martedì, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha rivelato che aveva imposto sanzioni a 16 cittadini e società russe e cinesi per i loro presunti rapporti con la Corea del Nord, affermando inoltre che le sanzioni sono in linea con le misure convenute a livello internazionale contro i programmi missilistici e nucleari della Corea del Nord. Le aziende sono accusate di lavorare con individui introdotti nella lista nera, aiutandoli a sviluppare il settore energetico nordcoreano, immettendo lavoratori all’estero o spostando denaro dall’estero. Di conseguenza, le loro attività con gli Stati Uniti sono state congelate e gli americani hanno interdetto qualsiasi affare con loro.

Reagendo alle sanzioni, il vice ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, ha rilasciato una dichiarazione che esprime disappunto e avvisa Washington che la Russia stava lavorando a una risposta.

Ryabkov ha inoltre dichiarato: “In questo contesto deprimente, il servizio da parte dei rappresentanti americani sul desiderio di stabilizzare le relazioni bilaterali è estremamente poco convincente. Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a farlo che la risoluzione delle nostre differenze passi attraverso il dialogo. Negli ultimi anni, Washington dovrebbe in teoria aver appreso che per noi il linguaggio delle sanzioni è inaccettabile e le soluzioni ai veri problemi sono solo ostacolate da tali azioni. Finora, tuttavia, non sembra esserci stata una comprensione reale a una tale ovvietà“.

Tuttavia, non perdiamo la speranza che la voce della ragione prevalga prima o poi e che i nostri colleghi americani saranno consapevoli dell’ inutilità e della natura dannosa di alimentare la tensione con la spirale delle sanzioni. Nel frattempo, stiamo cominciando a lavorare su un’inevitabile risposta a questa situazione“.

Mario Barba