Venezuela: rivolta in carcere sedata nel sangue; uccisi 37 detenuti

In base a quanto riferito dal governatore dello Stato meridionale di Amazonas, Liborio Guarulla, il carcere di Puerto Ayacucho, che ospitava 105 detenuti, è stato lo scenario di una terribile repressione.

Le forze speciali sono intervenute per sedare una rivolta, scoppiata nella notte dello scorso 16 Agosto, da parte dei detenuti del carcere, uccidendone più di tre decine.

Testimoni oculari hanno riferito che c’è stato uno scontro a fuoco in cui sono morti anche 14 militari in tenuta antisommossa.

La notizia, in un primo momento, è stata fatta passare per una manifestazione repressa nel sangue e pertanto va smentita.

Intanto il ministro degli Interni del Paese, ha chiarito che i prigionieri uccisi erano in possesso di armi da fuoco, in quanto il contrabbando di armi è all’ordine del giorno, e che questi erano tutti in attesa di giudizio.

C’è da dire che il sistema carcerario del Venezuela è risultato essere uno dei più violenti in assoluto. I prigionieri, quasi tutti appartenenti a gang locali, ordiscono crimini persino dietro le sbarre e nelle condizioni politiche ed economiche in cui versa la Nazione, è facile che accadano incidenti come questo.

Già nel 2013, infatti, una rivolta all’interno della stessa prigioni finì nel sangue: all’epoca morirono almeno 60 detenuti.

MDM