Corea del Sud, un’esercitazione su come difendersi da un attacco nucleare della Corea del Nord

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche la Corea del Sud sta valutando il da farsi e soprattutto il come potersi difendersi da un attacco nucleare eventualmente proveniente dalla vicina Corea del Nord. Sembra ormai evidente, infatti, che il Governo di Pyongyang non sia intenzionato a fare un passo indietro e ad abbandonare le sue sperimentazioni militari, nonostante le richieste lanciate dagli altri Paesi ed i numerosi inviti ricevuti nell’ottica di un abbassamento dei toni. Anzi, dopo essere stata oggetto di pesanti sanzioni da parte dell’Onu, sono arrivate nuove minacce contro gli Stati Uniti e Donald Trump.

Proprio prevedendo e temendo una degenerazioni dai rapporti tra le due potenze, che sicuramente porterebbe ad una guerra pesantissima, il Governo della Corea del Sud ha disposto che venisse realizzata un’esercitazione durante la quale mettere in pratica le procedure di emergenza che sarebbe bene adottare nel corso di un attacco nucleare.

L’esercitazione si è svolta a Seul e vi hanno partecipato migliaia di cittadini. La città è divenuta uno scenario surreale e sono stati mobilitati, ovviamente, corpi speciali, militari, e personale medico. Sono stati impiegati gas fumogeni e appiccati piccoli incendi controllati per fare altri tipi di simulazione: ad esempio, come operare su una macchina in fiamme per salvare dei feriti o evitare altre esplosioni. Alcuni dei cittadini hanno finto di essere feriti e di dover essere trasportati in barella, e così sono anche state testate le procedure di primo soccorso. Sono intervenuti sulla scena anche le unità cinofile.

Lo stato di tensione tra Corea del Nord e “resto del mondo” , intanto, permane. Circa tre giorni sono iniziate- nel territorio della Corea del Sud- delle esercitazioni militari che vedono lo spiegamento di quasi 70mila uomini armati: 50mila uomini della Corea del Sud e 17500 provenienti dagli Stati Uniti. Si tratterebbe di un’esercitazione annuale, quindi programmata con largo anticipo, ma quest’azione avrebbe ulteriormente agitato la Corea del Nord che ha accusato Washington e Seul di voler gettare benzina sul fuoco.

Maria Mento